02/11/08

Dolci sardi: sas seadas


Le seadas (chiamate anche sebadas, seattas o sevadas), sono delle leccornie della cucina tradizionale sarda a base di pasta, formaggio a cui si aggiunge, a fine frittura, miele o zucchero a piacere, facendone un dolce prelibato, oltre che una pietanza ricca di calorie.
Originariamente era un prodotto legato al mondo pastorale isolano, ma ultimamente, in considerazione anche del vasto afflusso turistico, viene prodotto a livello industriale, tant’è vero che si trova facilmente negli scaffali dei supermercati isolani e no.
La ricetta è molto semplice: farina, formaggio fresco e filante, scorza di limone grattugiata e miele da aggiungere a fine frittura (qualcuno, per rendere le seadas più leggere, consiglia di friggerle nello strutto); infine si può accompagnare egregiamente con un buon vino bianco sardo quali l'Anghelu Ruju di Alghero o il moscato o il fermentino di Sardegna.
Il dipinto preparazione delle seadas è di Piero Masia

Tempo di funghi


E' tempo di funghi! Il piacere di cercarli, andar per funghi, trovarli è ancor più grande e sottile del piacere di gustarli. Avete mai provato la sensazione di camminare per ore e ore su per pendii e manti variopinti di foglie, ricci di castagne e muschi e vedere poi da lontano una bella cappella di un prelibato boletus aereus o di un cantharellus cibarius o di una comunissima lepiota procera? Ma ancor di più la sensazione è forte se si riesce a scovare un'amanita caesarea (da non confondere con la famigerata e velenosissima amanita phalloides o tignola verdognola) da gustare a scaglie sottili con olio e prezzemolo e, a piacere, con aromi vari.
Il dipinto "Cercatore di funghi" è di Piero Masia

Woman in red


Una recente ricerca fatta dall’Università di Rochester in America, ha evidenziato che il colore rosso addosso alle donne attrae di più sessualmente gli uomini. Sembra che lo stesso tipo di donna, mostrato dai ricercatori ad un campione di uomini, abbia suscitato più interesse negli intervistati se bordato di rosso o con indosso qualche indumento che richiamasse il colore rosso; ma non solo, la semplice tonalità rossa della cornice dell’immagine femminile, faceva innalzare il "gradimento" verso il sesso opposto in maniera considerevole.
Io stesso, tempo fa, ne ho avuto la prova: in una mia mostra, un dipinto raffigurante una figura femminile con una vestaglia celeste è passato inosservato; in una successiva mostra, ho fatto diventare la vestaglia rossa: beh! il quadro è andato a ruba.
La donna raffigurata nel dipinto "Dormiente" di Piero Masia in origine aveva la vestaglia celeste

Il pittore Francesco Paula Palumbo non c'è più.


Il mio amico pittore e componente della Città dell'Arte www.artecity.it, Francesco Paula PALUMBO non c’è più; se n’è andato in punta di piedi a 91 anni il 22 ottobre scorso, senza clamore, ma lascia in me che l’ho conosciuto ed apprezzato un grande senso di vuoto, ma anche un senso di gioia nel pensare che la sua vita terrena non è passata inosservata; Palumbo ha lasciato un segno profondo che solo un artista puro e semplice come lui poteva lasciare; i suoi quadri parlano di emozioni che solo la natura sa suscitare; le sue tele rappresentano paesaggi innevati e no, fiori e frutta che si offrono agli occhi del fruitore con dovizia di particolari; le composizioni floreali e le nature morte sono raffigurate con pennellate minuziose e particolareggiate che infondono nell’animo di chi le guarda una piacevole sensazione di tranquillità e serenità.
Ciao Francesco, dall’alto dove ora tu sei, infondi a noi artisti ispirazione ed umiltà nel rappresentare l’Arte.
Il dipinto “Viva la natura” del Maestro Palumbo rappresenta l’esplosione di colori che solo lui sapeva rappresentare.